Le varietà di porfido e il loro utilizzo

 

Che cos’è il porfido e le sue caratteristiche

Il porfido è una delle pietre più diffuse al mondo: infatti è di origine vulcanica ed effusiva, in quanto formatasi dalla lava solidificata. È composto da una base in pasta vetrosa o macrocristallina punteggiata da piccoli cristalli, la cui lunghezza va dai 2 ai 4 millimetri: i cristalli non superano mai il 30-35% del materiale totale e appartengono a diverse tipologie. Infatti sono per lo più quarzi (anche per questo motivo questa pietra viene soprannominata porfido quarzifero), mentre sono presenti in misura minore i feldspati e le miche. In base alla composizione cambia anche il colore del porfido, che può andare da un marrone medio a un bel grigio chiaro. Tuttavia esistono anche varietà bordeaux, rosse e violacee. Questa pietra si caratterizza per essere molto resistente sia agli urti e alle sollecitazioni meccaniche che all’azione degli agenti atmosferici: infatti non si scolorisce a causa dei raggi ultravioletti del sole ed è antiscivolo. Per questo è spesso impiegata negli ambienti esterni, in quanto consente di realizzare rivestimenti molto funzionali, pratici e assolutamente sicuri per le persone che ne usufruiscono.

Le varietà di porfido più note e apprezzate

Esistono tante varietà diverse di porfido, ognuna legata a una particolare località di estrazione: infatti, a seconda del luogo, il colore della pietra cambia perché il giacimento ha una conformazione geologica differente. Allo stesso tempo si impiegano diverse tecniche di coltivazione. Una delle varietà più famose e conosciute è il porfido del Trentino, che viene estratto e lavorato soprattutto sull’Altopiano di Pinè e nella Val di Cembra. Soprannominato anche oro rosso per il suo aspetto particolare, si caratterizza per avere una colorazione davvero variegata: in particolare lo si trova in tutte le tinte del violaceo, del rosso, del grigio, del bordeaux e del marrone. Il porfido del Trentino è formato da diverse stratificazione piane e naturali, fattore su cui si incentra il processo di selezione della destinazione d’uso del materiale e la sua preparazione per la lavorazione successiva. Davvero spettacolare, la sua estrazione risulta il settore trainante dell’economia dei comuni di Fornace, Albiano e San Mauro. Un’altra varietà italiana molto apprezzata e veramente pregiata viene estratta nella Val Camonica, per la precisione a Bienno, in provincia di Brescia: si tratta del porfido ornamentale viola, particolarmente usato per creare rivestimenti e dettagli eleganti e di valore negli ambienti interni. Infine, in provincia di Varese, nel territorio di Cuasso al Monte, si trova un sito estrattivo che dà una varietà molto particolare di porfido. Si differenzia da tutte le altre tipologie per per le sue grandi proprietà meccaniche (infatti risulta davvero resistente) e per la sua colorazione particolare, di una sfumatura rosso-rosata esclusiva.

Le destinazioni d’uso del porfido e l’utilizzo della pietra

Il porfido ha un gran numero di destinazioni d’uso e di applicazioni, la maggior parte delle quali riguardano gli ambienti esterni: infatti questa pietra è ingeliva, estremamente resistente al freddo, a forti sbalzi termici e a temperatura molto elevate. In particolare il porfido è usato per creare rivestimenti, pavimentazioni o camminamenti esterni sia in ambito pubblico che in quello residenziale. In questo caso si utilizzano ciottoli oppure piccoli cubetti, il cui nome cambia in base alla località geografica: infatti questi elementi vengono chiamati bolognini nell’Italia Settentrionale e sampietrini in quella Centrale. Meno diffuso è l’uso di lastre di medie dimensioni. Questo genere di pavimentazioni impiegano anche il porfido rosso di Cuasso al Monde e il porfido del Trentino. Invece il porfido viola della Val Camonica è utilizzato per creare targhe, pareti ventilate e rivestimenti interni. In particolare le varietà con una notevole colorazione di grande effetto sono usate anche per l’arredo esterno e per realizzare elementi architettonici e finiture decorative, come pilastri, colonne, davanzali, piani di cucina e scale. Infine c’è da tenere a mente che questo materiale lapideo può essere sfruttato anche sotto forma di ciottoli, granulati e ghiaia quando viene frantumato: in questo modo non vi sono scarti di lavorazione e l’impatto ambientale è minimo.

 

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