Gomorra: una serie diseducativa?

La seconda stagione della serie televisiva di Gomorra, in onda su Sky Atlantic, sta registrando il record di ascolti. Su tutti i social ci sono discussioni e commenti, la maggior parte dei quali entusiastici. Molti parlano di serie rivelazione. Sono nate persino delle app che elencano le frasi dei personaggi.

Ma oltre ad avere tanta popolarità, la serie ha ricevuto anche ampie critiche.

Il libro

La serie Gomorra, nasce dall'omonimo libro di Roberto Saviano uscito nel 2006 dalla Mondadori. Il romanzo ha venduto 2.250.000 milioni di copie in Italia e dieci milioni di copie nel mondo. E' stato tradotto in almeno dieci lingue. Il libro è stato oggetto di dibattito nel nostro paese per chi ha ritenuto che nel proprio libro, l'autore non sia stato fedele hai fatto ma abbia volutamente esagerato, dipingendo una società differente da quella reale.

Ciò nonostante Saviano è subito diventato un esponente dell'antimafia, e ricevendo minacce al punto di dover girare con una scorta.

Nel 2008, il libro è diventato un film, ma anche uno spettacolo teatrale.

La serie: le critiche

Le critiche alla serie sono state numerose. Molti hanno parlato di Gomorra con una serie del male, dove i cattivi sono vincenti, girano con macchine meravigliose, una su tutti le numerose Porsche Roma, dalla Boxter 987 alla Turbo Cayenne, hanno case dal gusto discutibile ma sicuramente ricche; organizzano feste in ristoranti di lusso.

Inoltre, in molti hanno mosso critiche riguardo all'immagine di Napoli e della Campania che viene fuori dalle immagini: sparatorie, omicidi, bombe, neppure una pattuglia vera della polizia in due serie a fermare qualcuno. Effettivamente è vero: non ci sono i buoni in Gomorra. Ma è anche vero che di Napoli, si vede soltanto una parte: l'altra parte, quella di gente onesta, che lavora, che usa meno il dialetto, che va ai musei, non viene proprio menzionata, forse perché, come in molte altre città italiane, le due realtà non entrano minimamente in contatto.

Sono in molti invece quelli che pensavo che la serie, come il libro, non abbia fatto altro che dare voce a una realtà scomoda che più di un politico e non solo preferisce non guardare e passare sotto silenzio. Il telegiornale ogni giorno senza dubbio da' notizie di una situazione delle periferie del le grandi città, non solo a Napoli, che non è di certo sotto controllo: Gomorra fa proprio questo, evidenzia una situazione che esiste.

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