L’età giusta per dare il cellulare ad un bambino: scopriamo qual è!

Non è raro vedere una mamma che cerca su internet la recensione Samsung Galaxy J5 o del nuovo iPhone oppure di questo o di quel tablet tanto richiesto per Natale dal proprio figlioletto. Ma qual è l’età giusta per dare ai propri pargoli telefoni cellulari, smartphone e tablet di ultima generazione? Questa è una domanda che molti genitori si pongono e spesso oggetto di confronto fra le altre coppie di genitori della scuola. Vediamo quindi, dalle parole degli esperti, a quanti anni è giusto lasciare che un bambino possieda un cellulare.

Educare i nostri figli all’uso di pc, smartphone e tablet

Smartphone, ma anche pc e sono molto amati dai piccoli e non è certo un mistero che, oramai, sappiano usarli con tale dimestichezza da essere quasi più bravi di un adulto, L’utilizzo di questi strumenti, però, talvolta può comportare dei rischi soprattutto se stiamo parlando di bambini appartenenti ad una fascia d’età molto piccola. Secondo numerosi psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti, il cellulare, oggi, è uno strumento talmente indispensabile nella vita quotidiana che non si può negarne l’uso ad un bambino ma diventa fondamentale da parte dei genitori una certa coscienza che educhi i propri figli ad un uso corretto e moderato di questi apparecchi.

Due o tre anni: ancora troppo presto! Meglio alle elementari!

Sempre secondo gli esperti, sarebbe opportuno evitare l’utilizzo di pc, smartphone o tablet sino ad uno o due anni, perché tale pratica diventa, per i genitori, una modalità atta a tenere buono il bambino mentre sbrigano delle faccende, un po' come farebbe una baby sitter. Questo modo di fare, però, specie se prolungato per oltre due ore può portare il bambino al rischio isolamento.
Inoltre un’ulteriore differenza va fatta fra tablet e smartphone, infatti, mentre i primi vengono dati ai piccoli sin da una tenerissima età, per i secondi sarebbe meglio attendere almeno i tre anni.

Giocando con questi strumenti, il bambino è in grado di memorizzare dei passaggi come ad esempio quello di riuscire a sbloccare lo schermo oppure avere accesso alle app ma, in questa prima fase dell’infanzia, egli dovrebbe fare maggiormente esperienze di tipo tattile. Quindi si all’utilizzo di apparecchiature tecnologiche dopo i tre anni ma sempre con una certa moderazione e sotto il costante controllo di un adulto. Diverso è il discorso se si utilizzano smartphone e tablet per delle videochat con nonni, zii o parenti lontani per i quali si può fare qualche eccezione.

Se, invece, il vostro bambino è più grandicello si può, di tanto in tanto, concedere il cellulare oppure il tablet, anche se è indispensabile, per il genitore, monitorare il tempo che il piccolo passa davanti allo schermo e che, comunque, il gioco rimanga prevalentemente adatto. 
Il compito dei genitori, dunque è educativo e, questo, deve accompagniare il piccolo ad un utilizzo corretto e graduale stabilendo, specie per i bambini fino ai 5 anni, un tempo di utilizzo che non superi i 60 minuti giornalieri e verificando che non vi siano contenuti violenti o app molto ricche di distrazioni.

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