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Cos’è un server

Archivio del sito precedente · 2017-10-30

Questa pagina è l'archivio del sito precedente. Il testo è quello originale, pubblicato fra il 2016 e il 2019 da autori esterni: non l'abbiamo scritto noi e non lo abbiamo verificato. Tutti i link e le immagini sono stati rimossi. Il sito nuovo è qui.

Un tassello insostituibile nella costruzione di un sito (e non solo). Conosciamo meglio questo “pezzo”, facendo qualche distinzione.

Stai per lanciare un sito che proietti verso l’alto i tuoi affari? Allora non hai scelta: devi acquistare un server, e su questo Giga.it può fornirti ottimi consigli. Ma “chi” è e cosa fa questo famoso “cameriere” (il termine significa questo)? Tentiamo di chiarirlo.

Prima puntualizzazione

In realtà, e a rigore, il termine può indicare un paio di “aggeggi” ugualmente utili. Nel primo caso parliamo di un vero computer, il quale offre i suoi “servigi” all’interno del web. Nel secondo si tratta di un programma agente all’interno del computer (anche di quello di cui sopra, se vogliamo). Ciò comporta che i due concetti sono ulteriormente sviluppabili. Vediamo in che maniera. 

Il computer in un sistema hardware

Quando ci riferiamo al computer che funge da server, esso è collegato a una rete di apparecchi simili, a formare un complesso macchinario i cui componenti possono anche essere dislocati ma funzionano insieme. È un hardware, un sistema operativo che comunque non esclude l’applicazione di qualche software. Un complesso che può anche essere denominato host.

Il programma in un sistema software

Se la necessità è localizzata, specifica o ci si riferisce a un gruppo di altri programmi (che nella fattispecie definiremmo client), allora è un software che ci serve. E non ce n’è un solo tipo, bensì tanti, identificabili in base al servizio che espletano. Quando il client comunica al server le sue esigenze, si applica un determinato protocollo.

L’esatto funzionamento

Prima di acquistare un server è opportuno capirne qualcosa di più, ne convieni? Torniamo alla prima eventualità, quella dell’hardware impostato su una serie di computer. Questi ultimi risulteranno indipendenti fra loro e accessibili da vari utenti (non importa attraverso quale supporto), magari ognuno secondo una mansione specifica prestabilita.

All’interno di una medesima rete è fornito il servizio specifico dall’altra tipologia di server, quello che consiste in un programma software, costantemente utilizzabile. In tal modo se un browser deve usufruire di una data funzione, essa può essere attivata in ogni momento. È una forma di comunicazione che, come accennato, risponde a regole precise, dipendenti anche dai tipi di server.

Una discreta varietà

Allora, ti domanderai, con quanti server si può avere a che fare? Non pochi, ma se impari a conoscerli e a distinguerne i ruoli, non ti sarà difficile comprendere quale ti occorre di volta in volta, sì da ottimizzare le operazioni.

Essi, tra l’altro, possono essere contenuti da un unico capiente macchinario, però non è escluso che, per evitare sovraccarichi, si trovino su computer diversi (a volte più dischi per un solo server). Le aziende hanno i propri apparecchi; per tutti gli altri ci sono gli hosting proposti dai provider, esclusivi o condivisi, a seconda di quanto si voglia/possa spendere.

Il web server, in generale

È il server che elabora i websites, li salva e li porge al client. Il codice adoperato in questo caso è l’HyperText Transfer Protocol, più noto come “http” (a volte con una “s” in più, per rendere la navigazione più sicura). La materia trattata sono file HTML (testi o immagini). Apache è fra i più noti.

Il file server, per memorizzare

Se i documenti devono risultare utilizzabili da vari clients (quando per esempio si sta lavorando in gruppo), questo è il server che occorre. Anche perché salva tutte le modifiche ed effettua continui backup. In questo frangente intervengono FTP (File Transfer Protocol) e simili.

Il mail server, per la corrispondenza

Qui “coabitano” vari software, che interagiscono per l’invio o la ricezione delle e-mail, ma anche per consultarle. Per farlo di solito basta il Simple Mail Transfer Protocol (o SMTP), tuttavia per un accesso vero e proprio (con recupero dei messaggi) si ricorre, fra gli altri, all’Internet Message Access Protocol (IMAP).

Il database server, per conservare

Oracle è un database server (non l’unico), ovvero lo strumento che permette di attingere elementi da uno o più archivi virtuali per l’uso in altri programmi. Fondamentalmente è uno strumento che coadiuva il web server.

Il game server, per sfide a distanza

Anche chi gioca conta su un apposito server. Nella fattispecie, un software comunicante con la rete che “bada” a diversi utenti contemporaneamente. Ne esistono di privati e di commerciali, messi a disposizione da un fornitore del ramo.

Il proxy server, per mediare

Per attutire gli effetti del traffico sul web ci sono questi server, che mediante proprio indirizzo IP (che permette l’anonimato del client) migliorano il “dialogo”. Ideali per filtri, verifiche sulla banda larga, ampliamenti, memorizzazione di dati nascosti.

Il DNS server, per convertire

Il “preferito” del World Wide Web, alias www. Infatti, questo tipo di server ha la funzione di “tradurre” l’host, cioè il nome di un sito, ottenuto con Domain Name System, nell’indirizzo IP (Internet Protocol), meno facile da memorizzare.

Sapevi che ci sono così tanti tipi di server?